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Monday 07 January 2008 |
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Dalla penna di Luca Telese, autore del saggio Cuori Neri, un rescoconto dettagliato della strage simbolo degli Anni di Piombo. Il biglietto, solo pochi secondi prima di uscire dalla sezione, lo scrisse Franco Bigonzetti, lasciandolo sul tavolo come si faceva prima che inventassero gli sms: «Siamo a Prati. Ci vediamo domani. Franco». Invece Franco, i camerati con si era dato appuntamento non li avrebbe rivisti mai più. E la sera stessa sarebbe finito immortalato in una di quelle terrificanti istantaee da paparazzo per cui oggi i garanti danno il carcere a vita. La foto all’epoca fu pubblicata, invece, su L’Espresso. E a doppia pagina, con un titolo da far accapponare la pelle La guerra civile italiana. Era appropriato. Nella foto Franco è riverso su un lettino d'ospedale, ha un occhio perforato da una pallottola e il viso allagato di sangue, la camicia stropicciata e alzata sulla pancia, con il capezzolo scoperto, e sopra un’altra macchia di sangue, e la cravatta ancora allacciata, perché la morte quando ti sorprende è strana, non si cura mai dell’incoerenza. Con lui morirono altri due ragazzi, in una serata festiva romana. Francesco Ciavatta, che dall’ingresso della sezione fece in tempo a trascinarsi fino alle scalette. E poi, per la ferita di quella sera, morì poco dopo Stefano Recchioni. Morirono in tre, e in condizioni folli e incredibili, e furono seguiti da altri tre morti, tutti legati a quella carneficina: dopo scontri con la polizia, guerriglia urbana e candelotti lacrimogeni, P38, barricate in strada, auto incendiate. Una maledizione che inizia lì, il 7 gennaio 1978, Sezione di Acca Larentia. O meglio: «strage di Acca Larentia». Trenta anni fa, il giorno che tenne a battesimo la nascita del terrorismo nero. |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 22 December 2008 )
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Monday 07 January 2008 |
Appena usciti dalla sede, i tre militanti di destra furono investiti dai colpi di diverse armi automatiche sparati da un gruppo di fuoco di 5 o 6 persone; uno di loro, Franco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, fu ucciso sul colpo, mentre il secondo, Vincenzo Segneri, seppur ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede del partito, dotata di porta blindata.Il terzo, Francesco Ciavatta, liceale diciottenne, pur essendo ferito, tentò di fuggire attraversando la scalinata situata al lato dell'ingresso della sezione ma, seguito dagli aggressori, fu colpito nuovamente alla schiena; morì in ambulanza durante il trasporto in ospedale.Nelle ore seguenti, col diffondersi della notizia dell'agguato, una sgomenta folla, composta soprattutto da attivisti missini romani, si radunò sul luogo.In seguito, per motivi ed in circostanze non chiari, scaturirono dei tafferugli che provocarono l'intervento delle forze dell'ordine con cariche e lancio di lacrimogeni. Le apparecchiature video di giornalisti RAI furono danneggiate.In tale frangente, il Capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori sparò ad altezza d'uomo, centrando in piena fronte il diciannovenne Stefano Recchioni, militante della sezione di Colle Oppio e chitarrista del gruppo di musica alternativa Janus[1], a cui il cantautore Fabrizio Marzi dedicò nel 1979 la canzone "Giovinezza"; il giovane morì dopo due giorni di agonia. Alcune testimonianze sostengono di aver visto Sivori tentare di sparare nel mucchio di persone ma, inceppatasi l'arma, si sarebbe fatto prestare la pistola da un collega.Alcuni mesi dopo la strage il padre di Ciavatta, operaio, si suicidò per la disperazione, gettandosi dalla finestra della sua casa in piazza Tuscolo.Il raid fu rivendicato alcuni giorni dopo tramite una cassetta audio fatta ritrovare accanto ad una pompa di benzina; in tale nastro la voce contraffatta di un giovane, a nome dei Nuclei Armati di Contropotere territoriale, lancia il seguente messaggio:  | « Un nucleo armato, dopo un’accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri nell’esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l’ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. » | | | (Rivendicazione della strage di Acca Larenzia a nome dei "Nuclei Armati di Contropotere territoriale") Per circa 10 anni le indagini non portarono a conclusioni: solo nel 1988 si scoprì che la mitraglietta Skorpion usata nella strage di Acca Larenzia fu la stessa usata in altri tre omicidi firmati dalle Brigate rosse, ossia quelli dell’economista Ezio Tarantelli, dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti e del senatore Roberto Ruffili.Un anno prima una ex terrorista pentita, Livia Todini, tredicenne studentessa liceale all'epoca della strage, affermò di esser stata presente ad una riunione dove si pianificava l'agguato, accusando degli ex militanti di Lotta Continua: si trattava Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari, Francesco de Martiis e Daniela Dolce.Quest'ultima riuscì a non farsi catturare, rimanendo latitante, mentre Scrocca fu arrestato e si tolse la vita in cella il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici.Gli altri tre imputati, pur essendo arrestati, furono assolti in primo grado per insufficienza di prove. tratto da: Wikipedia | |
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Ultimo aggiornamento ( Monday 07 January 2008 )
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Thursday 27 December 2007 |
| PAKISTAN: BENAZIR BHUTTO UCCISA IN ATTENTATO | LONDRA - Benazir Bhutto, leader dell'opposizione pachistana, è morta. L'ex premier era rimasta coinvolta in un grave attentato a Rawalpindi e quindi trasferita ricoverata in ospedale per un intervento di emergenza. Il bilancio dell'attacco e' di almeno 35 morti, e tra loro potrebbero esserci anche altri tre leader del Partito del Popolo Pakistano (Ppp), Zumarad Khan, Shert Rehman e Rehman Malik.
Benazir Bhutto e' stata colpita anche da spari alla testa. Secondo la ricostruzione della televisione di stato pachistana, sarebbe stato un cecchino a spararle alla nuca. Un'ipotesi quest'ultima che non coincide con la versione della polizia, secondo cui un attentatore suicida ha aperto il fuoco contro Bhutto mentre l'ex premier stava lasciando il comizio in un parco, e poi si è fatto saltare in aria. "Prima l'uomo ha sparato contro il veicolo di Bhutto. Lei si è chinata e lui si è fatto esplodere", ha detto l'ufficiale di polizia Mohammad Shahid. Bhutto, che aveva 54 anni, è morta all'ospedale di Rawalpindi. La sua morte è stata confermata anche da un esponente del suo partito, Rehman Malik. "E' stata martirizzata", ha detto. Secondo la polizia, 16 persone sono rimaste uccise nell'attentato. Secondo la televisione pachistana il leader taleban Bailtullah Masood sarebbe sospettato di essere il responsabile dell'attentato che ha causato la morte della Bhutto.
SCONTRI E MANIFESTAZIONI IN PAKISTAN
NEW DELHI - Alla notizia della morte di Benazir Bhutto si sono registrati scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Pakistan. A Peshawar (Nord ovest) la polizia è dovuta intervenire per sedare le rivolte. Diversi negozi sono stati chiusi, altri sono stati saccheggiati e auto date alle fiamme in ogni parte del Paese. A scendere in piazza soprattutto i seguaci del Partito del Popolo Pakistano (Ppp) che aveva la Bhutto come leader, i quali si stanno rendendo responsabili di devastazioni.
SHARIF PROMETTE CONTINUARE 'GUERRA' DEI PACHISTANI
ISLAMABAD - Il leader dell'opposizione pachistana Nawaz Sharif ha promesso ai pachistani di "portare avanti la loro guerra", dopo l'assassinio, della leader dell'opposizione Benazir Bhutto.
USA, DIP.STATO CONDANNA ASSASSINIO - Gli Stati Uniti condannano l' assassinio dell'ex primo ministro pachistano Benazir Bhutto, sottolineando che si tratta di un gesto che mina la riconciliazione nel paese: lo ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato. Il presidente George W.Bush è stato informato dell'accaduto nel ranch texano di Crawford, dove trascorre le festività.
FOREIGN OFFICE CONDANNA 'ATTACCO INSENSATO'
LONDRA - Il capo del Foreign Office britannico David Miliband si è detto "profondamente scioccato" dall'uccisione di Benazir Bhutto, vittima oggi di un "attacco insensato". "Conosceva - ha detto il ministro degli esteri britannico - i rischi connessi al suo ritorno per la campagna elettorale ma era convinta che il suo paese avesse bisogno di lei". Miliband ha auspicato che il Pakistan dia adesso prova di "moderazione e unità". "Colpendo Benazir Buttho - ha sottolineato - gli estremisti hanno colpito tutti quanti sono impegnati nel processo democratico. Non possono e non devono spuntarla".
VATICANO; NOTIZIA TERRIBILE, PARTECIPIAMO DOLORE
CITTA' DEL VATICANO - "Una notizia tragica, terribile... partecipiamo al dolore della popolazione pakistana": così padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha commentato l'uccisione di Benazir Bhutto, ex premier del Pakistan e leader dell'opposizione. "L'attuale attentato di oggi mostra quanto sia estremamente difficile pacificare una Nazione così travagliata dalla violenza", ha spiegato all'Ansa il portavoce della Santa Sede. "Così si allontana la pace", ha aggiunto ancora, riferendo che lil Vaticano "partecipa al dolore del popolo pakistano". Come avviene in casi di notizie così gravi, ha detto ancora il religioso il Papa è stato "immediatamente informato".
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Ultimo aggiornamento ( Saturday 29 December 2007 )
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