7 GENNAIO 1978: NOI NON SCORDIAMO!
Scritto da Michele Leoni (Spoleto)   
Friday 09 January 2009

Il 7 gennaio del 1978 tre attivisti del Fronte della Gioventù uscirono dalla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia, nel popolare quartiere Tuscolano. Una volta in strada vennero travolti da una pioggia di fuoco. Franco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, morì sul colpo, mentre Vincenzo Segneri, ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede. Il terzo, Francesco Ciavatta, liceale diciottenne, scappò lungo una scalinata al lato dell’ingresso della sezione ma venne inseguito e freddato con un colpo alla schiena. La notizia si diffuse in città in pochi minuti tanto che una folla di attivisti /missini/ si radunò davanti alla sede. La tensione era altissima e scoppiarono dei tafferugli con le Forze dell’Ordine. Un capitano dei Carabinieri, Edoardo Sivori, sparò ad altezza d’uomo e colpì in piena fronte Stefano Recchioni, 19 anni, militante della sezione di Colle Oppio, che morì dopo due giorni di agonia. Alcuni mesi dopo la strage il padre di Ciavatta, operaio, si suicidò per la disperazione gettandosi dalla finestra della sua casa in piazza Tuscolo. L’attacco fu rivendicato alcuni giorni dopo con un’audiocassetta dai Nuclei Armati di Contropotere territoriale. Per i successivi dieci anni le indagini non portarono ad alcun risultato: solo nel 1988 venne a galla che la mitraglietta Skorpion usata per l’assalto ad Acca Larenzia fu la stessa usata in altri tre omicidi firmati dalle Brigate Rosse (Ezio Tarantelli, Lando Conti e Roberto Ruffili), mentre un anno prima una ex terrorista pentita, Livia Todini, che all’epoca aveva soli 13 anni, raccontò di aver assistito a una riunione in cui si pianificava l’agguato. La Todini accusò alcuni ex militanti di Lotta Continua: Mario Scrocca, Fulvio Turrini, Cesare Cavallari, Francesco de Martiis e Daniela Dolce. Quest’ultima è tutt’ora latitante, mentre Scrocca si tolse la vita in cella il giorno dopo essere stato interrogato dai giudici in seguito al suo arresto. Gli altri tre furono assolti in primo grado per insufficienza di prove. Ma ad Acca Larentia è legata un’altra vicenda di sangue. In occasione del primo anniversario della strage, il 10 gennaio 1979, scoppiarono di nuovo gravi incidenti durante i quali un agente di Polizia in borghese, Alessio Speranza, sparò ad Alberto Giaquinto, militante di 17 anni, uccidendolo. In seguito l’agente fu prosciolto dall’accusa di omicidio.
31anni sono passati , 31anni in cui nessuno di noi ha scordato, nessuno di noi ha dimenticato anni cupi , anni di sangue , ma anni di onore , anni di martiri in nome di un ideale , in nome di una comunità. Non vogliamo strumentalizzare i nostri caduti ne fare propaganda , vogliamo solo ricordare chi è caduto per la propria idea. Il vostro onore è ancora vivo nel nostro ricordo.

Ultimo aggiornamento ( Friday 09 January 2009 )
 
PILLOLA RU486.....NO GRAZIE!
Scritto da Francesco Bordoni   
Tuesday 16 December 2008

Questa settimana il Consiglio di amministrazione del-l'Aifa, l'Agenzia del farmaco, potrebbe dare il via libera definitivo alla pasticca che ha consentito a milioni di donne in tutto il mondo di interrompere la gravidanza senza entrare in sala operatoria. E il governo non può fare niente, ammette Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare. Questo perché la pillola di fatto aveva già ricevuto il passaporto lo scorso febbraio, autorizzata per procedura di mutuo riconoscimento dal comitato tecnico scientifico dell'Aifa durante il governo di Romano Prodi. Il comitato allora presieduto dall'ex capo dell'Agenzia, Nello Martini, aveva espresso parere favorevole giudicando positivo il rapporto costi-benefici purché il suo impiego fosse coerente con la 194 e fosse previsto solo in ambito ospedaliero. Il meccanismo si è messo in moto e il prodotto è all'ordine del giorno della riunione di fine d'anno del Cda dell'Aifa: «Arrivati a questo punto, non ci sono motivi per dire di no», dicono le persone bene informate sui lavori dell'organismo da cui dipende il prontuario terapeutico del nostro Paese. «Noi non possiamo fare più niente per bloccare un farmaco che a nostro parere espone a molti rischi. Ma è una truffa dire alle donne che è sicuro e che rende l'aborto facile», contesta Eugenia Roccella, impegnata a denunciare con Assuntina Morresi (ora sua collaboratrice al ministero) i pericoli della Ru486. «Poi questo farmaco ha ancora molti lati oscuri. Ha provocato almeno 16 morti», sottolinea.

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Ultimo aggiornamento ( Monday 22 December 2008 )
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Il Crocifisso non si tocca!
Scritto da Nico Camilli   
Monday 15 December 2008

Ultimo aggiornamento ( Monday 22 December 2008 )
 
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