Pensieri & Parole
"AAA disinformati cercasi" PDF Stampa E-mail
Pensieri e Parole
Scritto da Drako   
Tuesday 11 November 2008

                              Indymedia, falsità e ipocrisie per fomentare l’odio politico

A tutti voi sarà capitato almeno una volta di visitare il celebre sito no global www.indymedia.org . Un sito molto ramificato,con decine di redazioni sparse in ogni angolo del globo,visitato da utenti di paesi e lingue diverse, ma accomunati dall’idea di avere trovato sul web l’Oracolo di Delphi.
A parlare di internet e oracoli molti porteranno i ricordi al celebre Matrix e al gruppo di eroi che cerca di salvare la Terra dalla dominazione delle macchine. Ma Indymedia non è Matrix e nemmeno l’ Esercito delle 12 scimmie. E’ una fonte di ‘contro informazione’ (così ama definirsi) che,nel III Millennio, pensa ancora di svolgere quelle funzioni che in passato furono di Radio Londra e dell’estrema sinistra del dopoguerra : tenere sotto controllo le “attività eversive nere”, colpire stati e governi in nome dell’ecologismo più esasperato e dell’antifascismo militante.Sì, perchè i no global, un po’ come i vecchi comunisti, vedono fascisti ovunque. E come i vecchi comunisti considerano ‘fascista’ chiunque, pure loro ‘compagno’, esca di poco da schemi precostituiti, quegli schemi su cui si fonda la politica stessa dei ’salvatori del Pianeta’: ostruzionismo verso qualsiasi forma di politica economica e sociale, accuse infamanti ma spesso infondate, protesta a oltranza organizzata con l’unico scopo di creare caos e senza avanzare uno straccio di proposta. Gli ‘antisistema’ che non si rendono conto che, dall’abbigliamento agli slogan, dal sito internet (la rete è uno dei simboli massimi della globalizzazione) alle azioni di guerrilla    sono essi stessi conformi a qualcosa che,se non è proprio il Sistema, gli somiglia molto.
 Come fu per Radio Londra (tra l’altro emittente legata a W. Churchill,pertanto non comunista), anche Indymedia denuncia persone, gruppi di persone o eventi,sovente estranei ai fatti o senza colpa, bollandoli come anti-democratici e pericolosi per la libertà,suscitando tra i suoi lettori astio che si tramuta in scontro e violenze fisiche e verbali. Indymedia fa un unso indiscriminato di parole quali ‘democrazia’, ‘libertà’ e ‘antifascismo’, sa che tanti sono coloro che si “bevono” le dichiarazioni e le false informative create ad hoc dai capi redattori di mezzo Mondo, poichè l’ignoranza è molto diffusa nel movimento no global, e i pochi acculturati sfruttano il sapere per indottrinare e plasmare le proprie masse, in puro stile totalitario.
Indymedia,infine, è una ‘rete’ irresponsabile. Molti degli espisodi di violenza scaturiti dai progrom  contenuti nel sito vanno a nuocere la salute della Collettività,senza contare il diretto interesato che, spaccando una testa o bruciando uno sportello bancomat, rischia di finire in galera per anni e la sua famiglia costretta a pagare per le colpe del figlio. La nostra stessa incolumità è messa a repentaglio: la campagna mendace messa in moto contro la destra (e poco importa se liberale o radicale, siamo tutti di Forza Nuova secondo loro, da Forza Italia agli skin)  spinge i sedicenti antifascisti a compiere azioni insensate, non ultima la devastazione degli esercizi di Piazza Navona per cacciare Blocco Studentesco.
Ultimo aggiornamento ( Thursday 13 November 2008 )
 
Obama Presidente delgi USA. Veltroni attento! Il PD e il Democratic Party non sono la stessa cosa! PDF Stampa E-mail
Pensieri e Parole
Scritto da Marco Petrelli   
Tuesday 04 November 2008

ImageOcchio Veltroni! Non fare confusione! Stai attento. Il Partito Democratico che tu, demiurgo del centro sinistra, hai modellato su immagine del Democratic Party americano, non ha nulla a che vedere con Obama e con i suoi predecessori. Perchè? Cominciamo con uno dei tuoi 'riferimenti' politici d'oltreoceano, che poi è anche il mio: John Fitzgerald Kennedy. Ricordi JFK per una linea politica, quella concernente i diritti civili, assolutamente apprezzabile e doverosa in quella America scossa dalle violenze del Klan negli stati del sud e segnata dalla segregazione razziale. Ma non dimenticare che Kennedy non è il pacifista, antimilitarista, progressista (nell'accezione nostrana del termine) che tu credi.

 

Ultimo aggiornamento ( Monday 22 December 2008 )
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Sansonetti e il 4 novembre PDF Stampa E-mail
Pensieri e Parole
Scritto da Marco Petrelli   
Tuesday 04 November 2008

“Sono antimilitarista, antinazionalista, antipatriottico”. Così esordisce Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, nella puntata di “PORTA A PORTA” dedicata al 90^ della fine della Grande Guerra.

Di fronte al Ministro della Difesa La Russa e alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Capitano Gianfranco Paglia, il direttore dell’organo ufficiale di Rifondazione affonda chiedendo “di ricordare i morti fucilati per diserzione”. In democrazia ognuno ha le proprie idee e nessuno ha il diritto di zittirle od oltraggiarle. Ma certe posizioni, peraltro  in occasione di una commemorazione ufficiale in onore di chi difese il Paese da un esercito invasore giunto a minacciare Venezia e la Val Padana, sono da considerarsi pura provocazione. Ironica ma ferma la risposta del Ministro della Difesa il quale ha fatto notare come, per quanto esagerata la fucilazione, non si potesse non punire chi, in guerra, provvedeva a salvare la pelle a discapito del commilitone in armi infrangendo inoltre  un giuramento alla Patria. Il Capitano Paglia, con tono pacato ed educata determinazione, ribadisce il concetto che un giuramento solenne al Paese va rispettato sino alle estreme conseguenze. La Russa lamenta anche il tono contradditorio della sinistra ogni qualvolta ci sia da ricordare un evento concernente le Forze Armate: pare ci sia una ostilità dell’Opposizione verso le divise. C’è da ricordare a costoro che la Storia d’Italia è stata segnata da persone in uniforme, da Garibaldi ai vari Edgardo Sogno e Fumagalli. Ad esempio non ci sono stati solo i partigiani dall’abito sdrucito e con il fazzoletto rosso attorno al collo, ma anche i resistenti e il CIL (Corpo Italiano di Liberazione) con le ‘grigioverdi’ del Regio Esercito. D’altronde le bandiere di guerra di Reggimenti e Brigate sono coperte di medaglie alla resistenza. Lecito, ripeto,avere le proprie idee. Doveroso saperle affrontare con lucidità e senso critico. L’amor Patrio è uno dei pochi valori rimasti in questa Società lassista e consumistica. Ridurlo a mero nazionalismo è indecoroso e criminale.

Onore dunque ai militari che hanno versato il sangue in difesa dei sacri confini. Onore ai dimonios della Sassari, agli Arditi, ai fanti e ai marinai, agli aviatori e ai dimenticati Caimani del Piave.

Le polemiche lasciamole per una volta a casa. Rispettiamo le cerimonie ma soprattutto rispettiamo i morti.

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 04 November 2008 )
 
IV NOVEMBRE 1918 – IV NOVEMBRE 2008. PDF Stampa E-mail
Pensieri e Parole
Scritto da Francesca Romana Fortunati   
Tuesday 04 November 2008

Della Vittorio Veneto della Grande Guerra e della misera Caporetto odierna.

                                      Comando Supremo, 4 Novembre 1918, ore 12

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“La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto la guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è finita.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca e un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita.”

Così inzia il Bollettino della Vittoria, il documento ufficiale emesso dal Comando Supremo che annunciava la disfatta nemica; il testo, fuso nel bronzo delle artiglierie catturate al nemico, è esposto in tutte le Caserme d’Italia: ovunque sia a portata, l’unica parte sempre lucida è sempre stata quella in cui si diceva “ è finita”.
Così il 4 Novembre finiva la Grande Guerra, con la vittoria dell’Italia: primo conflitto mondiale del Secolo Breve, causò la morte di una moltitudine di giovani ragazzi, quelli che autori come la Beach ed Hemingway chiamarono lost generation. Una generazione intera perduta tra una trincea e una bomba di gas nervino, ma il cui sacrificio, coraggio ed onore non muoiono nella nostra rispettosa Memoria.

Roma, 1 nov. (Adnkronos) - "Il governo intende ripristinare la festivita' del 4 novembre, ricorrenza
della vittoria italiana nella grande guerra 1915-1918 e di cui quest'anno ricorre il novantesimo
anniversario". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, questa mattina ai microfoni di
GR Parlamento. "Il 4 novembre -ha spiegato La Russa nel corso del programma 'Radio 7'- sta per
ridiventare non solo Festa Nazionale, perche' lo e' gia', ma giorno di vacanza, esattamente come lo
e' il 2 giugno e come lo e' il 25 aprile". (Sin/Gs/Adnkronos)
Per una buona notizia che viene riportata, ce ne sono altrettante di pessime, prima fra tutte l’appello del direttore di “Liberazione” Sansonetti: “ Boicottiamo la festa del 4 Novembre” , che invita i gentili lettori, per quel giorno, ad esporre le famigerate bandiere arcobaleno o almeno a leggere Ungaretti. Cosa aspettarsi  d’altronde dai nostalgici della “ involuzione” d’ottobre antimilitaristi per partito preso se non un arcobaleno di oblio e dimenticanza in nome di una pax che suona tanto di ipocrisia?
Una polemica anacronistica, sterile e vuota, che lascia il tempo che trova, ça va sans dire.
Leggere invece ( notizia riportata da “Il Giornale” in data 29/10 ) che a Villafranca Padovana  gli insegnanti di un istituto comprensivo con 800 alunni tra elementari e medie hanno deciso di non portare i bambini alla cerimonia di piazza perché l’alzabandiera può urtare la sensibilità degli immigrati e che “la scuola deve tutelare le minoranze”, fa pensare a quale irreparabile “disfatta” può provocare il becero multiculturalismo ipocrita e subdolo che porta soltanto alla mistificazione della realtà e della memoria. Raccontare cosa fu la Grande Guerra a dei bambini può forse far sentire discriminate le minoranze ? Può una bandiera tricolore innalzata traumatizzare inesorabilmente le giovani coscienze?
La memoria collettiva è il fondamento di ogni Paese, la storia di una Nazione, benché per certi episodi anche tragica, deve essere conosciuta e rispettata da chi vive nel nostro territorio, foss’anche per un giorno, sia esso bianco o nero, musulmano o ateo. Non c’è niente di razzista nell’onorare  la memoria di migliaia di morti senza nome seppelliti nel fango dell’altopiano di Asiago, o di quelli sepolti nel sacrario di Redipuglia, né nella visita del Capo dello Stato a Vittorio Veneto o nelle commemorazioni all’Altare della Patria a Roma. Negare la conoscenza e la partecipazione al sentimento collettivo, questo sì che è discriminatorio. Negare le verità in nome di una presunta unica Verità, questo sì che è razzismo. Evidentemente la scuola, prima comunità altra dalla famiglia in cui un bambino inizia ad esplorare il mondo che lo circonda e a chiedersi il perché delle cose, non insegna più i valori della memoria condivisa e del rispetto. Evidentemente per molti l’Italia è soltanto la squadra di calcio che ha vinto i Mondiali, e niente di più.

E’ per questo che 3 milioni e 760 mila soldati in trincea hanno lottato? 

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 04 November 2008 )
 
Trent'anni fa scioperavamo anche noi. PDF Stampa E-mail
Pensieri e Parole
Scritto da Marco Petrelli   
Tuesday 28 October 2008

"Trent'anni fa scioperavamo anche noi. Talvolta occupavamo".Queste le parole di alcuni deputati di Alleanza Nazionale alla notizia che il Primo Ministro Silvio Berlusconi avrebbe avuta intenzione di inviare reparti delle Forze dell'ordine con il fine di cessare le occupazioni studentesche.
 
Ragioniamo. La Destra giovanile negli anni '70 abbandona la prerogativa d'ordine  tipica del MSI. Il motivo è il distacco generazionale,politico e di pensiero tra i vecchi ferri del Partito e le nuove leve,più sensibili ai problemi della Società,più reattive alle nuove tematiche,più esposte al sacrificio in un periodo di violenza dilagante. La Voce della Fogna di Tarchi è il segno tangibile dello sdoganamento fra il Movimento Sociale Italiano e i ragazzi di Fronte e Fuan. E' vero che in molti Atenei il Fuan e Terza Posizione si lanciano in occupazioni o picchetti; così come nelle scuole fanno il Fronte della Gioventù,l'ASAN,Lotta Studentesca.Ma è una manifestazione di rabbia che con il vuoto socio-culturale della sinistra ha poco a che vedere.La sinistra di allora come quella attuale,massimalista e violenta,impone l'occupazione forzata a militanti e studenti con la paura e la ghettizazione,con la retorica Antifascista e propaganda mendace.
 
Ieri come nel 2008 la Riforma della scuola è attaccata (a prescindere dalla Gelmini o da Berlinguer) per assicurarsi quel poco di visibilità in Tv e garantirsi due tre settimane al massimo di vacanza.Nulla di più.Chiunque abbia mente lucida non può dimenticare,ai tempi del liceo, le autogestioni di ottobre-novembre iniziare con forza prorompente per poi esaurirsi in pochi giorni,il più delle volte per mancanza di idee.
 
I missini e i tippini scioperano per un motivo ben differente:per il diritto ad essere considerati studenti,per il diritto di esistere nel contesto giovanile e universitario.Quelli indicati dai deputati di An erano gli anni della 'caccia al fascista',con la sua violenza prima ancora che fisica verbale. Sono gli anni di "HAZET 36 FASCISTA DOVE SEI"  e "LE SEDI FASCISTE SI CHIUDONO COL FUOCO,CON I FASCISTI DENTRO SENNO' E' TROPPO POCO"; di "FASCISTI CAROGNE TORNATE NELLE FOGNE"  e "I FASCISTI COME FALVELLA CON UNA LAMA NELLE BUDELLA".Sono anni in cui si muore per un volantino dato o per uno rifiutato.
 
Sono anni in cui uno studente può crepare accoltellato o con una pallottola ficcata in fronte. Ecco perchè non può esistere un termine di paragone tra le manifestazioni di oggi e quelle di allora e soprattutto un nesso temporale e logico tra i CoBAS e i giovani missini.
 
La risposta data alla 'provocazione' di Berlusconi è stata irresponsabile e incoscente.E' stata una dimostrazione di come talvolta in Politica le cose siano dette senza badare al contenuto o più semplicemente in modo irrispettoso e assolutamente provocatorio.Perchè in fondo metterà mai sullo stesso piano un Casarini a un Mantakas.

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 28 October 2008 )
 
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